Qui la religione la insegniamo così

Verona Fedele comunica lo stato delle scuole paritarie Fism. In allegato articolo completo.
pubblicato il 03/06/2018

Un nuovo modo di insegnare religione. Calato nella realtà concreta di ogni giorno. In dialogo con le diverse discipline e abilità. «Per incrociare l'apertura al trascendente che ogni bambino possiede dentro di sé: qui l'insegnamento non parte dal Vangelo, ma dalla vita quotidiana»'. Suor Agostina Magnoni, coordinatrice della scuola dell'infanzia "Don Ippolito" di Castel d'Azzano è una dei tre vice-presidenti di Fism Verona. Spiega così il carattere innovativo dell'insegnamento della religione cattolica avviato dall'istituto, che fa un po' da modello per tutti quelli aderenti alla federazione. «Dedichiamo alla religione almeno tre ore a settimana, prendendo spunto dalle altre attività in corso —chiarisce —. Lire attraversa tutti i campi di esperienza ed è importante non limitarsi a trasmettere solo quello che Gesù ha fatto e detto: bisogna saperlo applicare alla vita di tutti i giorni». Come? Gli 82 bambini dai 3 ai 6 anni che frequentano le tre sezioni imparano a curare la loro spiritualità scoprendo innanzitutto ciò che li circonda. Perciò, molte delle attività si fanno nel giardino della scuola. Qui, ad esempio, le classi hanno piantato dei semi che si sono trasformati in grano; le spighe, portate in un antico mulino, hanno prodotto la farina con cui si è realizzato poi il pane. Nel periodo pasquale, inoltre, hanno approfondito il tema della vita che cresce e si trasforma: con un gomitolo di lana, simbolo dell'amore che avvolge, hanno circondato gli alberi e perfino la croce.

«I bambini hanno già tutto dentro, noi insegnanti lavoriamo per far sì che fioriscano: partiamo da un sapere pratico per andare verso uno spessore alto, che chiama in gioco l'intera comunità scolastica e parrocchiale», precisa la suora. Dentro tempi distesi, si porta avanti la cura dei più piccoli. «Un'attenzione che passa dall'accoglienza e dal dare fiducia, stando davanti a loro con passione ,e stupore — conclude —. Il tutto nell'ottica della speranza cristiana, che permette di guardare a ogni individuo con gli occhi della possibilità». [A. Val.]