Scuola permanente di formazione

Corsi anno scolastico 2019-20. Dal 06.09 aperte le iscrizioni online tramite l'area riservata SERFI
pubblicato il 04/07/2019

I verbi, il Verbo

 “Il segno dei nostri tempi è proprio il degrado dei rapporti umani. La cortesia è considerata una dimostrazione di debolezza, la buona educazione un orpello d’altri tempi. È il tempo dell’aggressività spicciola, delle grida nel traffico, degli insulti in rete.”[1]

Forse non viviamo in un’isola felice, ma di fronte ad un’analisi così secca della realtà mi vien da replicare che, se non attraversiamo un periodo facile, abbiamo però le forze per cambiare le cose.

Magari solo nel nostro piccolo, con le semplici o complicate azioni quotidiane… a patto di credere che – come ho già detto varie volte – servono la buona volontà personale, uno zaino pieno di speranza, lo sforzo di essere non solo cristiani, ma “cristiani credibili”.

Perché, davvero, riempirsi la bocca di belle parole o scrivere programmi verbosi non porta da nessuna parte senza la testimonianza personale, fatta di umile coerenza.

Non servono tanti verbi: serve, scusate il gioco di parole, seguire l’esempio del Verbo, principio e fine della storia, anche e soprattutto della storia di ognuno di noi.

I bambini e le bambine ci guardano, imparano dal nostro esempio e non dalle nostre parole: sono certo che ognuno sta facendo del proprio meglio per essere un valido testimone di cose buone.

Buon anno e buona strada.

Ugo Brentegani

Presidente

 


[1] Aldo Cazzullo, “Giuro che non avrò più fame. L’Italia della Ricostruzione”, Mondadori, 2018, pag. 205