DAD parliamone

Un percorso di formazione a distanza, documentato e raccontato in un testo da parte di Aimc - Associazione Italiana Maestri Cattolici
pubblicato il 18/11/2020

“Trasformare un’esperienza vissuta in un’opportunità di formazione: è la sfida che il gruppo di formatori Aimc – Associazione Italiana Maestri Cattolici – delle regioni del nord ha colto nella primavera scorsa, per dare un segnale di vicinanza ai propri soci e simpatizzanti, valorizzando quello stesso desiderio di “farsi vicini” anche se distanti che gli insegnanti stavano manifestando nei confronti dei loro alunni e studenti.”

Con queste parole è iniziato il colloquio con Graziano Biraghi, Presidente di Ecogeses – Ente Cooperativo per la Gestione di Servizi Educativo-Scolastici di Roma – durante la presentazione del testo DaD… Parliamone!, curato e pubblicato dall’Ente nell’agosto scorso.

“Dopo qualche incontro tra i formatori, l’ipotesi è diventata un progetto di tre incontri on line proposto agli insegnanti delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado e programmati nei mesi di maggio e giugno 2020, durante il periodo di chiusura delle scuole. Si sono formati sei gruppi, affidati, ciascuno, ad un team di tre persone con compiti, a turno, di conduttori e osservatori/verbalizzatori.”

Quali sono stati i contenuti che avete affrontato?

“Inevitabilmente, l’attenzione è stata rivolta alle modalità di didattica distanza (DaD), che i docenti stavano progettando e realizzando nei giorni di chiusura delle scuole, e alle scelte personali, all’impegno, alle priorità, alle dinamiche istituzionali che le hanno avvalorate o ostacolate. Abbiamo individuato tre angolature da cui osservare l’esperienza in atto: la didattica digitale e la didattica a distanza, la progettazione e la valutazione al tempo del coronavirus, scuola e famiglia al tempo del coronavirus”

Come si sono svolti gli incontri?

“Ovviamente, gli incontri si sono svolti on line, utilizzando diversi tipi di piattaforme. Essi sono diventati spazi di dialogo, di racconto e di ascolto, per dare valore alle azioni concrete che gli insegnanti svolgevano durante la DaD, per confrontarle e, insieme, individuare quegli elementi comuni e/o particolari che le caratterizzano. Con lo strumento del “Focus group”, i partecipanti si mettono metaforicamente attorno ad un tavolo e, se lo desiderano, offrono la propria esperienza, esplicitano punti di vista diversi, presentano “modus operandi” differenziati regalandosi, con riflessività professionale, ricchezza pedagogico-didattica.”

In quale modo l’esperienza concreta può insegnare?

“Chi ha partecipato ha vissuto un intreccio importante: il soggetto che ha svolto l’azione è il narratore, ciò che egli ha fatto e vissuto è l’oggetto del suo racconto.

In questo modo, colui che ha agito e narra percepisce in sé la reciprocità del fare e del riflettere e, mentre racconta, oltre che dare valore alla sua esperienza, comunica agli altri ciò che è ed è stato significativo per lui. Fare e riflettere: sono due azioni che aiutano ad imparare.

All’interno del gruppo, inoltre, l’ascoltare le esperienze degli altri partecipanti ha valore aggiunto perché ciò che è individuale si fa sociale e, nel dialogo e nel confronto, diventa elaborazione di cultura professionale.”

Che cosa si è imparato, a proposito della DaD?

“Il primo aspetto è l’importanza che la scuola, ricopre per le famiglie e per il diritto all’educazione di ciascuno. Quasi per paradosso, la chiusura delle scuole ha messo in luce che esse sono anche fattore di contenimento delle disuguaglianze e sono luogo in cui i singoli maturano il senso di appartenenza ad una comunità e le competenze sociali e civiche.

Il secondo aspetto è che occorre collegare la grandezza e la sicurezza degli edifici e il numero degli alunni con una revisione dell’organizzazione e della didattica che preveda un utilizzo meno rigido degli spazi e dei tempi.

Un terzo aspetto importante è che i bambini ed i ragazzi hanno espresso apprezzamento per i momenti in cui, grazie agli strumenti on line, sono stati in contatto con i compagni e gli insegnanti. Questo ci fa capire l’importanza di relazioni significative e della cura educativa degli insegnanti.

Collegato a questo, ed è un quarto aspetto rilevante, possiamo dire che si è compreso maggiormente che insegnare è ben più che parlare di fronte a qualcuno o far fare qualcosa agli alunni. Si tratta di mettere ciascuno nelle condizioni migliori possibili per imparare e, per fare questo, occorre mantenere un’interazione e inserire i singoli momenti in un percorso che abbia chiara intenzionalità educativa.

Il quinto aspetto è il carattere collaborativo della professione docente e, da ultimo, occorre sottolineare che si è vissuto in modo nuovo il rapporto scuola-famiglia. La scuola è entrata nelle case degli alunni e questi, con i loro genitori, sono entrati nelle case degli insegnanti. I genitori hanno compreso maggiormente il lavoro degli insegnanti e hanno potuto osservare i loro figli durante le fasi di insegnamento-apprendimento, non solo nei compiti. Ci sono state modalità di collaborazione che vanno valorizzate.”

Perché avete deciso di pubblicare un libro?

“Il lavoro di preparazione del libro è stato svolto dai componenti il gruppo di progetto e ha dato ulteriore valore a quanto avvenuto durante gli incontri.

Il documentare e il pubblicare sono un altro modo di raccontare, questa volta fatto a più mani. Il riferimento non è più l’azione concreta, sono i racconti dei protagonisti e i significati espressi. I tre conduttori di gruppo, riascoltando le registrazioni, hanno dato ordine alle parole, hanno individuato gli elementi ricorrenti e li hanno trasformati in un racconto scritto nel quale si individuano i nuclei tematici che permettono di conoscere e interpretare l’esperienza di didattica a distanza in modo significativo. Anche questo è stato un modo di imparare dall’esperienza. Il lavoro è presentato nella parte centrale del libro.

Nella parte precedente, si trova l’introduzione, a cura di Pierpaolo Triani, e la presentazione del progetto di ricerca, a cura di Bianca Testone.

Al termine del testo, si trovano le conclusioni, curate da Sonia Claris, e la ricca appendice. Per l’acquisto occorre contattare ecogeses@pec.it.”