Persone di ieri e di oggi
Rosegaferro: una comunità che festeggia la propria scuola
Il 22 maggio 2026 il paese di Rosegaferro si è unito in piazza per festeggiare due importanti eventi, anzi, tre: l'anniversario dei vent'anni dalla costruzione della nuova sede della Scuola dell’Infanzia in via Borgo Milano con il nuovo Nido integrato, l'iscrizione del nostro servizio educativo nel registro regionale dei Poli per l'Infanzia e il titolo di Capitale del Volontariato 2027, aggiudicatosi da Verona.
Rosegaferro ha, oltre un secolo fa, accolto i bambini dai tre ai sei anni nella scuola materna a fianco della Chiesa, in via Principe Amedeo, nella quale le Piccole Suore della Sacra Famiglia si prodigavano per trasmettere educazione e istruzione ai bambini delle famiglie del paese.
Sono stati anni importanti che rimangono nei ricordi di tutti. In avvio di serata li hanno ricordati Enrico Cordioli, (Presidente attuale del Comitato di Gestione e al tempo bambino), Amabilia, (cuoca fino al 2013), Delia (allora coordinatrice) e Agnese (allora insegnante, ora segretaria). Ne ricordano con affetto sfumature significative e, anche, simpatiche. Ricordano gli episodi vissuti ma anche quanto appreso negli anni di lavoro a fianco delle Suore. Queste ultime si prodigavano nel tenere aperta la scuola con il fondamentale e prezioso aiuto del personale e nel pomeriggio si dedicavano all’insegnamento di cucito e ricamo rivolto alle ragazze del paese.
La serata è proseguita vedendo salire sul palco i protagonisti dell'epoca in cui il parroco, don Silvio Cordioli oggi Monsignore, prese atto che la scuola doveva essere rinnovata e integrata con il Nido. Don Silvio è una persona lungimirante e intraprendente e l'11 dicembre 2005, dopo mesi di lavori incessanti, ha inaugurato la nuova struttura, non più a fianco della Chiesa ma dietro. È situata in un'area tranquilla, lontana dalle auto, con una adiacente area pedonale che la collega agli spazi del Circolo NOI "Il sole" e della Parrocchia. Questa scelta si è rivelata vincente perché permette ai bambini di godere di ampi spazi e di vivere il paese e la sua piazza in sicurezza, in quanto facilmente raggiungibili.
I racconti di quanti hanno contribuito a ricostruire la storia sono tutti importanti e belli e parlano di persone che hanno donato il proprio tempo, le proprie energie e capacità a favore della comunità, delle famiglie e dei bambini: ciascuno ha saputo portare competenza fin dall'inizio del progetto, nella gestione della scuola, nel lavoro con il personale e con i bambini. È stato grazie al lavoro, alla disponibilità e allo spirito di servizio di ciascuno che oggi possiamo ritenerci fieri di godere di una così bella realtà.
Non si dimentica nessuno: chi non c'è più viene ricordato con amore e commozione.
Viene citata con riconoscenza la Federazione Italiana Scuole Materne (FISM) di Verona e Chiara Facci e Pierina Rinaldi portano il saluto della Presidenza e della Cooperativa Servizi. Il Coordinamento Pedagogico Fism e la Cooperativa Servizi affiancano e appoggiano il personale nella formazione continua, nella gestione amministrativa, nella consulenza pedagogica.
Anche l’Amministrazione Comunale era presente e ha portato il proprio contributo nel dare valore alla realtà presente, che gode di questa storia importante e che non va dimenticata. Insieme agli assessori Luca Zamperini e Jessica Cordioli e ai consiglieri Elisa e Alessandro Cordioli viene tagliato simbolicamente il nastro per inaugurare il nuovo stato di Polo per l’Infanzia.
L’art.3 del D.Lgs. n. 65/2017 (la Buona Scuola) ha istituito i Poli per l’Infanzia e con DGR. N.1306/2024 la Regione Veneto ha approvato lo schema di protocollo d’Intesa e ha istituito il Registro Regionale dei Poli per l’Infanzia nel quale la scuola, previa presentazione del Progetto educativo, è iscritta. “… I Poli per l’Infanzia si caratterizzano quali laboratori permanenti di ricerca, innovazione, partecipazione e apertura al territorio, anche al fine di favorire la massima flessibilità e diversificazione per il miglior utilizzo delle risorse, condividendo servizi generali, spazi collettivi e risorse professionali.” Questa citazione traduce il pensiero che anima la nostra scuola da anni. Nido e scuola dell’infanzia vivono in un continuum strutturale ed educativo abbracciato dal collegio zerosei: si cerca di garantire la continuità nell’esperienza di vita dei bambini coltivando le relazioni sia all’interno della scuola sia all’esterno coinvolgendo la comunità e lasciandosi coinvolgere dalla comunità.
L’evento è stata l’occasione perfetta per celebrare i tanti volontari e le tante persone che rispondono alla chiamata che la scuola fa loro: chi si è susseguito negli anni nella gestione, chi contribuisce con le proprie opere e con il proprio lavoro, chi offre occasioni ai bambini di meravigliarsi, ...:
Verona ha vinto il titolo di Capitale italiana del volontariato 2027 e il riconoscimento parla di tutte queste persone. Della forza silenziosa ma straordinaria che portano ogni giorno nella nostra comunità: lo spirito di servizio. Impegnati nelle associazioni e nei gruppi del paese e all’interno della scuola, dimostrano che il valore di ciascuno risiede anche nella gratuità e nella solidarietà. Lo spirito di servizio non è semplicemente fare qualcosa per gli altri nel tempo libero ma è una scelta di responsabilità e di connessione umana: donare tempo e energie senza pretendere nulla in cambio è un atto di profonda libertà, scegliendo di esserci, custodendo il territorio e il futuro delle nuove generazioni. La solidarietà si trasforma da ideale astratto a presenza concreta, quotidiana e viva.
In conclusione, dopo le belle parole di don Alessandro Valbusa che ha invitato Amabilia per il taglio della grande torta, ci aspettava il momento conviviale e la mostra allestita all’interno del Circolo NOI: sono state esposte molte foto storiche e recenti e tanti cimeli, dai bauli delle suore, alle loro posate e bicchieri, alle carriole di Franco e ai dipinti di Ottenio, …
Sognavo fortemente un incontro di questo tipo: un incontro tra le persone di ieri e di oggi, che in una staffetta hanno dipinto la storia della scuola che è anche la storia del paese e di ciascuno. Una storia che va tramandata. Io non abito a Rosegaferro ma mi sento di appartenere a questa comunità, comunità che mi ha accolto e per la quale lavoro. Ho trovato qui uno dei miei posti nel mondo e ne sono grata.






