Una festa diversa, sul filo della spiritualità
Come si è concluso l'anno scolastico a Pastrengo e Piovezzano

Sabato mattina, 23 maggio 2026, abbiamo salutato l’anno scolastico con una festa diversa dal solito: il passo lento di una passeggiata condivisa, fatta di incontri, chiacchiere e piccole meraviglie.
Famiglie, bambini e insegnanti, ci siamo incontrati davanti alla Chiesa di Pastrengo dove don George ci ha donato una benedizione prima della partenza e a tutti è stato regalato un segnalibro con le parole del Vescovo.
“È piuttosto un recupero
dello sguardo dell’infanzia – uno sguardo che tempo fa
era anche il nostro: fiducioso, aperto, capace di meraviglia –,
che diventa ora anche per noi la porta d’accesso al mistero di Dio.
Con quello sguardo noi siamo come bambini, con quello sguardo noi educhiamo i bambini.”
Dal Discorso del Vescovo Domenico Pompilii
Prima di iniziare il percorso abbiamo raccontato ai genitori il senso di questa scelta: una festa “diversa”, nata dal desiderio di vivere insieme un tempo autentico, in sintonia con il percorso FISM dedicato al tema della spiritualità. Non una spiritualità fatta di grandi discorsi, ma di presenza, ascolto e stupore.
Ad ogni bambino abbiamo consegnato un piccolo sacchetto: il compito era raccogliere, insieme alla mamma e al papà, ciò che lungo il cammino avrebbe parlato di bellezza: una foglia particolare, un sassolino, un fiore caduto, un frammento di natura capace di cogliere la bellezza del creato.
E così il cammino è diventato esperienza condivisa. Abbiamo scambiato parole, racconti, esperienze, abbiamo aiutato e condiviso con i compagni e gli amici, abbiamo ascoltato il rumore dei passi sulla terra. Abbiamo provato a sperimentare il guardare davvero: la delicatezza dei fiori, un profumo, un colore, i piccoli dettagli che spesso sfuggono nella fretta delle giornate. Ogni scoperta sembrava trasformarsi in un tesoro custodito con cura nelle mani dei bambini. In quel procedere lento si respirava il senso della comunità: esserci gli uni per gli altri, camminando insieme.
A metà percorso, all’ombra di un grande albero ci siamo seduti per riposare. In quel silenzio, fatto di occhi attenti, abbiamo ascoltato la lettura dell’albo illustrato “Cos’è l’amore Minimoni?”. Le parole della storia si sono intrecciate alla semplicità del momento, dove l’amore non è un concetto astratto, ma si trova ovunque: è un modo di essere, di vedere l’amore nei gesti quotidiani, nelle parole gentili, nei sorrisi condivisi. Qualcosa che ci connette alle piccole gioie di ogni giorno e alle persone che ci circondano e a cui vogliamo bene.
Arrivati infine a Piovezzano abbiamo trovato già allestito un piccolo rinfresco, ma la meta non è sembrata una fine, ma un nuovo modo di stare insieme. Bambini e famiglie, con gli elementi di bellezza raccolti, hanno costruito un piccolo ricordo della giornata: un segno concreto del cammino condiviso.
È stata una festa semplice e autentica che ha voluto lasciare ai bambini e alle loro famiglie l’incanto del tempo vissuto insieme nella meraviglia.
Le nostre riflessioni di senso
Quest’anno nel nostro cammino insieme abbiamo cercato di far riflettere i bambini sulla spiritualità.
La spiritualità, soprattutto nell’infanzia, non riguarda qualcosa di lontano o astratto, ma nasce dall’esperienza concreta del vivere quotidiano.
Abbiamo cercato di cogliere la meraviglia e la bellezza che abitano le piccole cose di ogni giorno: nei sorrisi, nei silenzi, nella meditazione, nella natura che ci circonda, nei gesti di cura quotidiana, nel provare a sentire profondamente ciò che accade dentro di noi e attorno a noi… uno spazio interiore fatto di ascolto, emozioni, silenzi e relazioni autentiche.
Anche noi insegnanti a seguito di una formazione, ci siamo fermate a riflettere provando a sperimentare come i bambini la spiritualità.
I bambini hanno saputo cogliere la spiritualità in modo naturale: nello stupore davanti alla bellezza della natura, nel soffio del vento, nella curiosità verso il mondo, nella capacità di osservare con attenzione una foglia, una luce, un piccolo gesto gentile dove l’attenzione sincera verso l’altro diventa un modo silenzioso ma profondo di dare senso e amore alla vita. Abbiamo provato a condividere momenti di silenzio, ad ascoltare le emozioni, nella cura e attenzione reciproca, tutte le volte quando un bambino tende la mano a un altro, consola, aspetta, condivide e si prende cura.
Questa festa di fine anno si inserisce in questo percorso di spiritualità: la scuola e la famiglia, insieme, possono diventare un luogo in cui coltivare la dimensione spirituale attraverso esperienze semplici ma profonde. È nella condivisione di esperienze, nel creare tempi lenti e nell’educare alla gratitudine che aiutiamo i bambini a crescere per diventare persone capaci di ascolto, stupore, cura e meraviglia verso il creato.
Educare alla spiritualità per custodire nei bambini la capacità di sentire la bellezza della vita, riconoscendo il valore delle piccole cose, dei legami, della natura, della presenza reciproca e infine di un mistero più grande.

















