Quando i bambini scoprono i loro talenti

Scuola dell'Infanzia Don L. Grigolini, Mambrotta - S.M. Buonalbergo • 30 aprile 2026

La Scuola dell'Infanzia Don L. Grigolini di Mambrotta racconta come il progetto "La Bottega dei talenti" ha coinvolto non solo i bambini, ma anche le famiglie e tutta la comunità scolastica

All'inizio dell’esperienza i bambini hanno dimostrato una certa timidezza, riportando successivamente che era dovuta al fatto di non conoscere bene Caterina e Francesca; tuttavia, nei giorni successivi alla prima esperienza hanno dimostrato di aver colto e ascoltato profondamente la presentazione della vita delle ragazze e hanno espresso la loro volontà di donare loro un libro poiché simile al dono ricevuto e di far concludere la storia creata con delle farfalle perché richiamavano sia il libro di Caterina e Francesca che il tema della Bottega dei Talenti.

Le farfalle si sono dimostrate inoltre per i bambini un filo conduttore molto potente, in quanto si sentivano in esse rappresentati poiché anche il loro gruppo medi prende il nome proprio da questo animale; in svariate occasioni i bambini hanno dimostrato entusiasmo di fronte a questa fatalità, come se il destino li avesse legati.

I bambini si sono dimostrati successivamente impazienti all’idea di incontrare nuovamente Caterina e Francesca, hanno mostrato un grande entusiasmo nella ricerca dei loro talenti e in questo hanno ampiamente coinvolto le loro famiglie, permettendo così di creare una rete di comunicazione che ha mantenuto come filo conduttore il tema della cura. Alcuni genitori, spinti dall’entusiasmo dei figli, hanno chiesto di poter conservare in maniera alternativa i talenti dei loro bambini perché più delicati (es. una grande costruzione che rischiava di non restare intatta) o addirittura hanno chiesto se fosse possibile donare come talento dei biscotti cucinati dai bambini avendo premura di capire se potessero anche essere apprezzati da Caterina e Francesca.

Questo clima ha alimentato anche la grande curiosità dei compagni non coinvolti direttamente nell’esperienza, i quali hanno iniziato a condividere le proprie domande e a chiedere se potessero anche loro avere la possibilità di salutare Caterina e Francesca durante il secondo incontro.

Durante il secondo incontro i bambini si sono dimostrati molto più sicuri di sé e impazienti di mostrare a Caterina e Francesca i talenti scoperti ma soprattutto che cosa avessero preparato per loro. Anche questo incontro è stata un’esperienza speciale per i bambini perché ha permesso loro di condividere la propria unicità ma anche di raccontare quella dei compagni assenti. In questo contesto ciascuno si è sentito capito e ascoltato, anche i compagni assenti nei giorni successivi sentendo dai racconti dei compagni che i loro amici avevano raccontato il loro talenti, hanno tratto

grande soddisfazione, rendendo l’esperienza ancora più ricca di spunti.




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